domenica 8 maggio 2011

San Francisco e Google I/O

Quest'anno i biglietti del Google I/O si sono estinti in meno di 50 minuti; fortunatamente sono uno dei 5.500 pazzi che hanno fatto la registrazione immediatamente, riuscendo così a conquistare l'agognato ingresso.

Con me viaggia Marco Pustiani (detto "Pusty" per non fare confusione quando in barca ce ne sono troppi), e preannuncio subito che sarà un viaggio all'insegna dell'oculatezza economica, con una sana competizione tra noi due.

Il papà ci ha portato a Venezia, da cui partiremo con un volo US Airlines alle 11:30; ci aspettano 09h45m di volo, e l'aereo ha un allestimento molto vecchio (solo una tv centrale, niente prese di corrente) compensato dall'ampio spazio che c'è tra le file di sedili (si riesce perfino ad accavallare le gambe).
Saggiamente avevamo preso due posti in corridoio, in modo da poter stendere le gambe, ma con questa configurazione di aereo non sarebbe servito.

Il pasto servito a bordo è scarso e di dubbia qualità: per pranzo viene servito un piatto di penne all'arrabbiata con pesto, accompagnate da una micro porzione di ceci e da un tortino al cioccolato (buono).

Le hostess e gli steward sono tutti MOLTO in là con gli anni, e la divisa è veramente patetica; sembrano effettivamente degli addetti alle pulizie.

All'arrivo a Philadelphia facciamo molto rapidamente tutti i controlli di immigrazione; poi ritiriamo i bagagli e facciamo la dogana (anche qui tutto molto rapido) per poi riconsegnare i bagagli dopo qualche metro.

Segue ulteriore controllo di sicurezza, la cosa buffa è che la TSA ha posizionato svariati mega ventilatori in giro per l'ambiente senza alcun motivo apparente, si sta bene in maniche di camicia. Misteri...

Liberi di vagare per l'aeroporto Giorgio opta per mangiare un piatto di pollo con riso, accompagnato da un'insalata di frutta; Pusty cede alle lusinghe del McDonald e prende una sorta di "caramel iced coffee".
In una zona dell'aeroporto vendono anche espresso Illy, anche se la macchinetta con cui lo fanno non sembra essere molto professionale.

Ottima nota dell'aeroporto: c'è il WiFi gratis!

Si riparte con un po' di scossoni causa il maltempo, ma poi il volo è fantastico: l'aereo è molto vuoto, ed abbiamo a disposizione tre sedili ciascuno.
Ci mettiamo comodi e dormiamo per quasi tutto il viaggio, svegliandoci solo per prendere le bevande offerte (notare: sei ore di viaggio e non danno cibo gratis).
Qui le hostess sono vestite ancora peggio, con felpe di pile; però i sedili sono ancora più spaziati.

Arrivati a San Francisco (terminal 1) recuperiamo i bagagli, e qui troviamo il solito signore cinese molto anziano che da le informazioni (è lo stesso della volta scorsa, direi). Compriamo l'abbonamento per il trasporto locale della città e procediamo verso il Bart usando il trenino automatico dell'aeroporto.

Dopo una mezz'ora circa di viaggio scendiamo in Market Street, ed una breve camminata di 5 minuti ci porta in albergo.
Qui panico: la carta di credito del conto arancio non funziona! Per fortuna che ho con me la vecchia; paghiamo in anticipo e ci facciamo dare la password per il WiFi.

La stanza è MOLTO piccola, con un letto matrimoniale. Il lavandino è in camera, ma il bagno con doccia è in una stanza separata (all'interno della camera); non si capisce perché non abbiano messo lì il lavandino).

Ora andiamo a letto, domani ci aspetta la visita ad Alcatraz!

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