giovedì 12 marzo 2009

(In)sicurezza bancaria

Credo che sia un post tale da rendere orgoglioso il mio capo...

Ieri avevo la necessità di incassare un assegno; operazione banale per i più, per me è sempre stata critica: ho il conto in una banca del veneto, appartenente ad un grosso circuito, e le banche locali non sempre sanno affrontare con successo l'invio di denaro ad una sorella non furlo-giuliana.

Non se ne veniva fuori, i cassieri locali non riuscivano a mandare i soldi sul mio conto extra regionale; mi hanno chiesto se conoscessi un numero magico, interno, identificante il tipo di conto ("1000" o "740"). Non sapendolo ho chiamato la filiale in cui ho il conto, mi hanno dato tutte le informazioni del caso e... dopo i saluti, l'addetta mi ha posto la domanda vitale:
Potrebbe darmi la sua data di nascita, così sono sicura di aver parlato con la persona giusta?

Ero già in modalità pre-polemica ma poi ho lasciato perdere ed ho risposto.

Due note:
  1. Ma come le viene in mente di chiedermi questo DOPO avermi dato le risposte? Se davo una risposta sbagliata che accadeva? Mi fulminava magicamente sul posto? Cancellava la mia memoria?
  2. Data di nascita... ma! La sa mezzo mondo! Che misura di sicurezza è mai questa? Da chi protegge, da un bambino che telefona per caso?

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