mercoledì 19 gennaio 2011

Università ed assunzioni

Come ormai quasi tutti sapranno, un ateneo può assumere personale solo se le sue attuali spese di personale sono sotto il 90% del Fondo di Finanziamento Ordinario, che cambia (verso il basso) ogni anno.
Ad esempio, l'Università di Trieste non avrebbe potuto assumere nessuno fino al 2017 (mi pare) se non avesse scelto di rifiutare la posticipazione del pensionamento al corpo docente.
Ma siamo sicuri che sia veramente quello tutto il personale che pesa inutilmente sul bilancio dell'ateneo? In otto personali anni di frequentazione dell'università mi sento di dire: NO.

Faccio alcuni esempi, tratti solo dall'ambito del mio vecchio dipartimento e delle sue prossimità. Non farò nomi per evitare problemi, ma se volete sapere chi siano i numeri chiedetemelo in privato e molto probabilmente ve lo dirò.
Abbreviazioni: T = personale tecnico; A = personale amministrativo; D = docente (ricercatori inclusi)
  1. T - siede tutto il giorno con i piedi sul tavolo a fare parole crociate; esce dalla sua stanza solo per sfamare i gatti.
  2. T - siede tutto il giorno davanti al pc o al telefono, incombenza... non mi è chiara, ma è amico di tutti e sembra avere un'ottima vita sociale all'università.
  3. T - ho scoperto la sua esistenza solo da qualche mese; vive in un sotterraneo dell'università, parla un triestino con forte accento del sud ed è il custode di un bene preziosissimo: l'unica aspirapolvere del dipartimento. Che non può essere usata perché non ha sacchetti, e chiederla è ai suoi occhi equivalente a chiedere di potersi accoppiare con la figlia. Ho provato a chiedergli in prestito un compressore per pulire i server sporcati dai lavori: impossibile, la risposta è stata che ogni "gruppo" deve comprarsi le sue cose.
  4. T - molto simpatico, ma poco produttivo. Non lavora mai su suo stimolo, ma quando gli si chiede qualcosa è mediamente disponibile.
  5. T - a vederlo sembra essere molto pigro. Come esperienza diretta posso dire che una volta ha mandato degli ordini della Sun alla Dell, oppure che ci ha fatto perdere settimane in attesa di un ordine in realtà non partito perché non aveva controllato l'esito di comunicazione del fax mandato.
  6. A - non c'è più. E non è un rimpianto per nessuno.
  7. A - sembra aver preso molti tratti affascinanti di A6; diamo tempo prima di esprimere un giudizio finale, magari si disintossica.
  8. A - ne racconto un solo aneddoto: avevo trovato un modo per comprare stampanti a bassissimo costo (200€ contro gli 800€ di prezzo normale), ma per farlo una doveva essere comprata da un altro dipartimento. Siamo andati (io, un professore del vecchio DEEI ed uno di un altro dipartimento) a parlare con A8 per sapere come fare la cosa formalmente, e questa persona, sbucciando indefessa la sua mela, ha risposto con un laconico "Ma sapete quanto lavoro dovrò fare?"...
  9. D - non so che faccia abbia, ma dicono che scriva ottimi libri.
  10. D - è andato in pensione, ma riceverà comunque un contributo di 30k € per fare "ricerca". Nel mio laboratorio eravamo convinti che fosse morto; sono curioso di vedere come farà fruttare questi soldini (che equivalgono a DUE anni di stipendio per un dottorando)
Poi ci sono una serie infinita di esempi positivi, non li riporto perché non sono oggetto della discussione. Resta il fatto che, sempre a modesto parere, vedo molti più esempi positivi in D ed A che non in T.
Anzi, posso dire che in T me ne vengono in mente solo due...

Seguirà altro post su: le tangenti imposte all'interno dei dipartimenti, ovvero il mondo del "Conto Terzi".

4 commenti:

mau ha detto...

Intervengo con questo post sul tema sollevato, non tanto per obbiettare sui comportamenti descritti, non avendone titolo in quanto non presente ai fatti riportati, ma per puntualizzare che la situazione nel dipartimento non è così disastrosa come potrebbe sembrare dalla lettura dell’articolo. Infatti, a fronte di (pochi) episodi certamente definibili come negativi e quindi da condannare sia sul piano morale che giuridico (alcuni passibili anche di provvedimenti disciplinari), esistono sia in T, che in A che in D (usando la stessa nomenclatura) comportamenti virtuosi e di altissima professionalità che vanno ben oltre ai doveri strettamente contrattuali. Quindi desidero far passare il concetto che il dipartimento non è quello dipinto dall’articolo ma è quello che si manifesta all’interno ed all’esterno con un alto grado di professionalità nella ricerca e nella amministrazione. Fermo restando che margini di miglioramento sono sempre possibili, anzi ricercati.

Unknown ha detto...

In effetti forse dal mio post poteva trasparire un messaggio non voluto, quindi preciso: a mio parere il dipartimento funziona, NONOSTANTE i comportamenti che ho descritto.
I quali, per quanto ho avuto modo di verificare, non sono episodici... e sono mitigati dalla buona volontà di persone che, spesso a titolo gratuito e non dovuto, riparano alle mancanze degli altri.

Il post è frutto dell'esasperazione sofferta pochi giorni fa, quando ho sconvolto il personale tecnico amministrativo cercando un'aspirapolvere per pulire dei server.

Ed esacerbato da quello capitatomi quasi un mese fa, quando ho cercato di regalare una fotocopiatrice al dipartimento (v. post precedente).

Unknown ha detto...

Ed ancora un dettaglio: il tipo che fa le parole crociate probabilmente non è del dipartimento in questione; resta il fatto che le fa e che è comunque impiegato presso questo ateneo.

Unknown ha detto...

E ri-aggiungo: sarebbe bello se, così come gli ambiti di ricerca dei docenti sono (più o meno) pubblici, anche le attribuzioni del personale tecnico amministrativo fossero note all'utenza.
Esempio: nell'edificio C3-1 un bagno è rotto; chi si deve avvisare?
Ovvero: la persona XY si occupa di (manutenzione pc, rete, ecc).