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venerdì 29 maggio 2009

Crepes "a la George"

Su richiesta di Paolo...


Ingredienti: per ogni uovo servono
  • un cucchiaio di zucchero
  • due cucchiai di farina
  • latte (ad occhio)
  • un pizzico di sale
  • aromi (rum, ecc)
La dose dell'altra sera era fatta con due uova; servirà del burro (pochissimo).

Montare le uova con lo zucchero ed il pizzico di sale, quindi agglomerare farina e latte fino ad avere una crema omogenea di un bel colore giallo; purtroppo non dispongo di un densimetro, solo l'esperienza può aiutare. Direi che la densità giusta è simile a quella dell'olio...

Scaldare una briciola di burro nella padella che userete per le crepes, la temperatura deve essere abbastanza elevata. Fate cadere in centro alla padella l'impasto e distribuitelo sulla padella inclinandola (va fatto rapidamente!). Dopo qualche secondo potete girare la crepe, e dopo POCHISSIMO toglierla dalla padella.

Se la pasta è troppo diluita (=troppo latte), allora si formeranno dei buchini o tenderà ad attaccarsi; se è troppo densa (=poco latte), allora l'impasto non si muoverà rapidamente nella padella ed otterrete una crepes di qualche centimetro.

Il burro non va rimesso ogni volta, direi circa una volta ogni tre crepes.

Una volta fatte le crepe, spalmate una marmellata di agrumi su metà crepes, quindi chiudete la metà senza marmellata sopra all'altra e piegate nuovamente a metà - la forma finale è nota al mondo intero.

Bene, ora siete pronti per saltarle nel Grand Marnier.
Mettete in una padella ampia:
  • zucchero
  • Grand Marnier
  • succo di arancia
  • (un po' d'acqua)
e scaldate il tutto. Quando lo zucchero inizia a caramellare (=bolle scure in superficie) mettete in padella le crepes per qualche istante, quindi toglietele e disponetele sul piatto di portata; in teoria, potete mettere più crepes alla volta.

Alla fine sono ottime se servite calde, con affianco una pallina di gelato.

Domande?

Ah, una curiosità: a Trieste le chiamiamo "omelette", pronunciato da molti "omblet".
E sì, lo so - sono praticamente Crepes Suzettes - ma senza la fiammata.

domenica 30 novembre 2008

Tortilla(s?)

Tornando da Milano, il nostro capo dalla moglie spagnola ci ha spiegato come fare le Tortilla (non so se ci sta la "s"...). Come dovrebbero presentarsi lo si scopre cercando rapidamente con google; ecco come ho interpretato le spiegazioni spano-pisane.

Si inizia pelando ed affettando un discreto numero di patate (qui ne vedete due, ma ne ho usate quattro di medie dimensioni):
Le patate vanno poi fritte e schiacciate durante la frittura (il motivo è un mistero):
Nel frattempo bisogna far imbiondire tanta cipolla con un po' d'olio:
Ed ecco le patate fritte (vanno schiacciate anche a fine cottura, per togliere quanto più olio possibile):

Il tutto va poi amalgamato assieme alle uova, leggermente sbattute (qui ce ne sono quattro):
Il tutto va poi messo in padella a cuocere. La cosa difficile è girare la frittata senza romperla; io mi sono ingegnato usando il paraschizzi, coperto da alluminio (l'avevo usato come coperchio):
Ed ecco la tortilla girata alla perfezione (quasi, una minima parte mi è sfuggita):
Occhio! Girare una frittata può far male...

Direi che è venuta abbastanza bene; il risultato è ottimo e lo consiglio a tutti!

Pasta con salsa sporca e zucchine

No, salsa sporca non significa che è caduta a terra - semplicemente, si usano TUTTI i pezzi del pomodoro, senza scartare niente.

E' una ricetta facile e banale; si inizia affettando le zucchine e cucinandole con (abbondante) aglio.
Quando sono cotte si aggiungono i pomodori tagliati a pezzettoni; qui ho usato pomodorini ciliegina, ma vanno bene anche quelli normali:
Quando la pasta è cotta, basta buttarla nella padella e saltare il tutto rapidamente; l'olio piccante è un'ottima aggiunta!

giovedì 20 novembre 2008

Alta cucina

Mi sono reso conto che nel blog non traspare il dettaglio che so cucinare, e non solo pasta al sugo. Spesso i colleghi del laboratorio diventano (a loro insaputa) delle cavie che testano i vari prodotti, pur non sapendone i vari retroscena. Eccone qualcuno...

Poiché c'era fila dal barbiere, sabato ho deciso di dedicarmi all'alta cucina e mi sono messo a produrre manicaretti (almeno, l'intenzione era quella): rasstegaj e gamberetti allo zenzero.

RASSTEGAJ
La base è una pasta all'uovo semplice semplice - 400gr di farina, 2 uova intere ed altrettanto volume in acqua, sale. Si mescola il tutto, lo si lascia riposare coperto per 30 minuti.

La pasta va stesa con un'altezza di 1-2mm e ritagliata in quadrati da 8x8cm. Se siete degli ingegneri userete un metro per effettuare i tagli; altrimenti, sappiate che equivale alla larghezza di circa quattro dita.
Il passo successivo è preparare il ripieno; si mettono a bollire un cavolo verza (solo le foglie, tolta la parte dura), 400gr di merluzzo (va bene anche surgelato), una cipolla, un sedano/carota/similare.

Quando il tutto è ben mollo, si scola e si trita sommariamente. Mi raccomando, SALVARE il brodo che se ne ricava - servirà per la cottura a vapore. Va poi aggiunta della panna acida (o panna da cucina), a piacere.

A questo punto si può procedere a formare i rasstegaj e a cucinarli al vapore (ci vorranno almeno 20-25 minuti, dipende dallo spessore della pasta). Cucinare al vapore non è banale, due suggerimenti: tenere un coperchio sulla pentola e togliere i rasstegaj appena fatti - altrimenti si appiccicano alla griglia.





Se avete fatto tutto per bene, il risultato finale dovrebbe essere pari (o superiore) a questo:

GAMBERETTI ALLO ZENZERO
Tritare (o pestare) assieme olio, due spicchi d'aglio, otto olive verdi; sciogliere con un po' d'acqua una bustina di zenero, ed incorporarla nel trito appena fatto.
Far bollire i gamberetti per 4 minuti, scolarli, disporli in una teglia e versarci sopra la crema allo zafferano; far riposare in frigo per due ore e poi servire.